Campeggio why not

Il campeggio lo si odia o lo si ama, non esistono mezze misure. E’ l’attività all’aperto per eccellenza che cattura da anni l’immaginazione di tante persone nel mondo.

Lontano dalla frenesia della vita quotidiana, lo definisco l’ultimo avamposto alla socialità.Le famiglie si riuniscono ancora intorno ad un tavolo, mangiano, chiacchierano, guardano la tv, fanno cose semplici, come si faceva una volta prima dell’avvento degli smartphone.

Vivendo costantemente all’aria aperta il campeggio offre un’opportunità unica per riscoprire la natura e godere dei suoi innumerevoli benefici riscoprendo così il piacere della lentezza e dei ritmi naturali, più congeniali al nostro essere.

Così mentre molti sono alla ricerca spasmodica di comfort, altri cercano attraverso di esso le cose semplici, un brivido d’avventura e un contatto molto intimo con la natura. È proprio questo uno dei principali benefici del campeggio, avere l’opportunità per connettersi ad essa e apprezzarne le sue meraviglie; il contatto con i suoi elementi (mare laghi, fiumi, alberi, montagne e tutto quello che di bello ha da offrire), senza volerlo, è in grado di ridurre le tensioni e lo stress della vita quotidiana e la vita all’aria aperta ci rende sicuramente più affabili e più disponibili nei confronti dell’altro, ecco perché in generale in campeggio si tende a socializzare di più, ci si da una mano gli uni con gli altri, si condivide non ci si isola. Inoltre, si riesce a sviluppare anche una certa capacità di sopravvivenza:imparare a montare una tenda, cucinare all’aperto e orientarsi in mezzo alla natura oltre a promuovere l’indipendenza, ci porta ad affinare l’istinto, abilità che possono tornarci utili in molte altre situazioni della vita.

Io pur facendo da molto campeggio, in casi estremi morirei lo stesso, ma data la mia scarsa praticità non sono da considerare nelle vostre statistiche!!

Vi dico inoltre che è piacevolmente bello disconnettersi ogni tanto da telefoni e dispositivi elettronici. Qualche anno fa, mentre giravamo la parte meridionale della Sardegna in camper con la famiglia, sono rimasto senza telefono per una settimana, l’ho semplicemente immerso con tutto lo zainetto nell’acqua marina, il risultato manco a dirvelo. Dopo alcune imprecazioni di routine, ho passato tuttavia dei giorni bellissimi!Mi ero concesso il lusso di una modalità aereo prolungata. Comunque non c’è bisogno di buttare il telefono per farlo, potremmo farci legare al palo come fece Ulisse per non farsi tentare dalle sirene, ma mi sembra una soluzione eccessiva, basta un pò di forza di volontà!

Ma chi te lo fa fare, non era meglio una settimana in hotel servito e riverito!

Diffidate da chi vi dice questo

Io vi dico che là fuori c’è la vita, un cielo stellato come tetto e tante altre belle cose (a te e famiglia)!

Riccardo Di Salvo
Riccardo Di Salvo
Sono Riccardo Di Salvo. Nella vita mi occupo di consulenza finanziaria. Appassionato di scrittura e di musica. Suono la chitarra e canto. Mi piace viaggiare (con pochi imprevisti) e pratico Aikido. Senso pratico pari a zero, procrastinatore nato. Sono padre, figlio ma non spirito santo.

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