Combattiamo la violenza con l’educazione

Al popolo è sempre piaciuto, l’odore del sangue, la tragedia, la cattiva notizia.

È qualcosa di atavico, che ci portiamo avanti da secoli. Altrimenti non sarebbero mai esistite né lotte tra gladiatori, né corride, né tanto meno guerre di ogni genere.

Si dedicano interi rotocalchi esclusivamente alla cronaca nera, non con l’obiettivo di sensibilizzare ma per immettere quel senso di angoscia e paura nelle persone, come se non ce ne fosse abbastanza in circolazione!

Sinceramente non riesco proprio a capirlo.

Ci stiamo abituando ad un clima di violenza crescente dove la gente è spettatrice passiva. La violenza che non è solo in strada ma spesso si nasconde dietro le mura domestiche, nei posti dove solitamente al sicuro.

Penso al recente fatto di cronaca che ha coinvolto, Giulia, una ragazza di soli 22 anni, ammazzata dall’ex fidanzato, suo coetaneo. Non accettando il fatto di averla persa per sempre, ha pensato di privarla di un futuro, sereno o nebuloso che fosse. Una ragazza nel fiore della sua età che avrebbe dovuto laurearsi di li a pochi giorni. Una strada interrotta per mano di qualcuno che avrebbe dovuto proteggerla e basta.

Faccio fatica a comprendere come tutto questo, ai giorni nostri, possa ancora accadere.

Come si possa, con una facilità così disarmante, togliere la vita ad una persona.

Spezzare le sue aspettative, i suoi sogni, dopo averla limitata, angosciata, senza che nessuno sapesse tutto fino in fondo, senza che nessuno potesse far niente per aiutarla.

Sono tante le persone indifese vittime di questa violenza psicologica e fisica, donne, bambini, anziani.

E noi dove siamo? Che ruolo svolgiamo in una società così indifferente a ciò?

Alziamo bandiere arcobaleno, contro la guerra.
Creiamo panchine colorate contro la violenza sulle donne.
Giornate dedicate ai diritti dei bambini, alla cura degli anziani.

E poi?

Ne parliamo, ci battiamo il petto, ne parliamo continuativamente per un periodo, poi niente.
Teniamo alti i nostri slogan e poi niente. E tutto continua ad avvenire.

Il male non dorme mai e per combatterlo realmente dovremmo essere svegli anche noi e non assopiti nell’indifferenza, pensando di essere immuni a tutto ciò, pensando che a noi questo non capiterà mai.

I potenti dalle loro poltrone tra un accordo e l’altro, decidono ancora le sorti del mondo.

Gli uomini vigliacchi, continueranno imperterriti a fare ciò che hanno sempre fatto, se ne infischiano delle panchine, degli slogan, di tutto.

Aprite gli occhi, il ragno trama la sua tela lentamente, con dolcezza e lentezza, ma siete voi ragazze e donne del presente e del futuro, che dovete allontanarvi dal pericolo prima che sia troppo tardi.

Non giustificate niente che non sia nel giusto, abbiate il coraggio, se serve, di stare da sole e qualora fosse troppo tardi parlatene, denunciate, in maniera che i vigliacchi siano sempre più soli, sempre più accerchiati. Non giustificate mai i loro atteggiamenti violenti, perché in questo modo avranno sempre terreno fertile per perpetuare la loro violenza nei vostri confronti e nessuno potrà aiutarvi realmente.

Ma siamo noi tutti che dovremmo cambiare, che non dovremmo girarci mai dall’altra parte quando vediamo qualcosa che non va. Dire basta a tutta questa indifferenza e cominciare ad aiutarci l’un l’altro non combatterci inutilmente.

Dobbiamo insegnare ai nostri figli e alle generazioni future che la violenza non può essere accettata sotto nessuna forma, specialmente verso i più deboli, verso chiunque.

Questi insegnamenti devono essere la base di tutto, essere le fondamenta per una società civile diversa Devono partire dalla famiglia, dalla scuola, dai campi sportivi, dai posti di lavoro.

Bisognerebbe trasformare la paura in fiducia, pensare che una nostra singola azione può essere di esempio, può essere la scintilla per una società diversa.

Riccardo Di Salvo
Riccardo Di Salvo
Sono Riccardo Di Salvo. Nella vita mi occupo di consulenza finanziaria. Appassionato di scrittura e di musica. Suono la chitarra e canto. Mi piace viaggiare (con pochi imprevisti) e pratico Aikido. Senso pratico pari a zero, procrastinatore nato. Sono padre, figlio ma non spirito santo.

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